La storia di questo importante luogo ebbe inizio nel 1551 quando Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, istituì il Collegio Romano – una scuola di grammatica, umanità e dottrina cristiana gratuita – che ebbe però diverse sedi provvisorie, finché nel 1560 venne collocata in alcuni edifici donati dalla Marchesa della Tolfa nell’area in parte occupata oggi dalla Chiesa di Sant’Ignazio. In origine però, annessa al Collegio, vi era la piccola chiesa dell’Annunziata, completata nel 1567.

 

LA STORIA DELLA CHIESA

In seguito agli ampliamenti voluti da papa Gregorio XIII, l’edificio di culto risultò insufficiente ad ospitare l’alto numero di allievi. Fu così che papa Gregorio XV, un ex allievo del Collegio Romano e colui che canonizzò Sant’Ignazio nel 1622, suggerì al nipote, il cardinale Ludovico Ludovisi, di erigere un nuovo tempio dedicato al fondatore della Compagnia di Gesù. Tra i vari progetti proposti, fu scelto quello di padre Orazio Grassi, professore di matematica del Collegio stesso. La prima pietra fu posata nel 1626, ma per la sua apertura al pubblico si dovette aspettare fino al 1650, anno giubilare, anche se i lavori al suo interno continuarono anche negli anni successivi.

 

LA FACCIATA DELLA CHIESA

La chiesa si presenta con una facciata molto semplice e lineare, scandita in due ordini e con tre aperture in corrispondenza delle navate interne. Molto interessanti sono nella parte superiore le grandi volute riverse che nella forma ricordano molto quelle di Leon Battista Alberti nella Basilica di Santa Maria Novella a Firenze.

 

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LA CHIESA ALL’INTERNO: TRA AFFRESCHI E OPERE D’ARTE

All’interno le decorazioni sono davvero originali: impressionante è infatti l’immenso affresco nella volta della navata centrale, realizzato da Andrea Pozzo tra 1691 e 1694, come esaltazione dell’attività apostolica della Compagnia del Gesù in tutte le parti del mondo. Pozzo mostrò in questo affresco tutto il suo prodigioso virtuosismo nell’arte della prospettiva, tratto assai peculiare della pittura barocca. Le colonne e gli archi della chiesa reale sembrano continuare negli elementi architettonici dipinti, aperti a uno spazio infinito, in grado di “sfondare” l’intero soffitto. Per effetto dell’attività dei Gesuiti, rappresentati dai santi dell’ordine, migliaia di anime santificate procedono verso Cristo dai diversi angoli del mondo. Da non trascurare il particolare dello scudo sostenuto da angeli che reca il trigramma di Cristo “IHS” – simbolo della Compagnia del Gesù – e che riflette la luce diffusa nel cielo.

 

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LA FINTA CUPOLA IN SANT’IGNAZIO DI LOYOLA

All’incrocio del transetto invece si ammira un altro capolavoro di Andrea Pozzo: una tela da fissare nello spazio rimasto vuoto in cui doveva esserci – secondo il progetto del Grassi – la cupola, che diventa così una straordinaria finta cupola! Il visitatore, avanzando nella chiesa, concentra così l’attenzione sull’effetto prospettico della finta architettura, un fenomeno ben visibile anche grazie al punto esatto indicato nel pavimento in cui godere al meglio dell’illusione! La pittura originaria compiuta dal Pozzo nel 1685 fu distrutta da un incendio, ma nel 1823 fu riprodotta fedelmente da Francesco Manno.

 

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