La Dama col Liocorno: andiamo insieme alla scoperta di questa straordinaria opera d’arte e controlla il programma mensile per vedere quando è prevista la prossima visita guidata a Galleria Borghese!

 

LE DIVERSE ATTRIBUZIONI

Per secoli, dopo il rovinoso restauro cinquecentesco, la “Dama con liocorno”, capolavoro di Raffaello fu annoverato tra le opere del Perugino, cambiando anche aspetto. Nel restauro infatti le erano stati aggiunti gli attributi di Santa Caterina, obliterando invece il liocorno, simbolo di castità. Solo nel 1935 lo studioso Roberto Longhi capì che questa splendida dama era stata realizzata da Raffaello tra il 1506 e il 1507.

 

 

LA DAMA CON LIOCORNO: CHI ERA?

La giovane donna, di chiaro rango nobiliare, testimoniato dalla raffinata veste, detta gamurra, con le ampie maniche di velluto rosso e il corpetto di seta marezzata, dal prezioso gioiello indossato al collo e sui capelli e dall’area altera e sofisticata, rappresenta forse Giulia Farnese, detta “la Bella”, sorella del futuro Paolo III e amante di papa Alessandro VI Borgia. Il liocorno, simbolo di castità (secondo la mitologia poteva essere addomesticato solo dalle vergini) fu infatti uno degli animali araldici della famiglia Farnese. La figura femminile si trova al centro di un mirabile paesaggio, dove si integra perfettamente, grazie all’espediente del loggiato con colonne, ma anche all’uso del colore, steso con luminosa chiarezza. I lineamenti della dama sono inoltre molto simili ad altre presunte immagini che ritraggono la bella Giulia, come quelle realizzate dal Pinturicchio nell’appartamento Borgia in Vaticano, dal Domenichino a Palazzo Farnese nell’affresco “Vergine con unicorno” o ancora da Luca Longhi nel ritratto “La dama e l’unicorno” esposto oggi a Castel Sant’Angelo.

 

 

LA INFLUENZE: PERUGINO e LEONARDO DA VINCI

Se la fisionomia della fanciulla richiama i modi del maestro Perugino, l’impostazione iconografica si ispira senza dubbio a Leonardo da Vinci e in particolare alla “Gioconda” e alla “Dama con l’ermellino”, pur con chiare ed evidenti differenze, sia nel disegno che nel colore, dove la luce stempera le ombre, rendendo tutto molto più delineato.

 

UN CAGNOLINO AL POSTO DEL LIOCORNO: COME MAI?

L’opera, oggi visibile nella Galleria Borghese di Roma, nasconde anche un altro segreto: alcune radiografie effettuate hanno evidenziato come in origine al posto del liocorno ci fosse in realtà un cagnolino, simbolo di fedeltà coniugale.

 

Dama_col_liocorno_radiografia_del_cagnolino_lasinodoro

 

La giovane quindi sarebbe in realtà una donna sposata, come testimonierebbe anche la collana d’oro annodata con pendente di rubino e zaffiro e una perla a goccia, tipico regalo di nozze nella nobiltà del tempo. Se la perla è infatti simbolo di castità, il rubino e lo zaffiro sono invece simbolo della fecondità matrimoniale, come anche il nodo nella catena d’oro, che rifletterebbe l’indissolubilità del matrimonio. Si tratta quindi forse di un dipinto realizzato in occasione delle nozze della dama con un personaggio di alto rango, forse entrambi di origine fiorentina, dato che il ritratto è stato realizzato da Raffaello proprio negli anni del suo soggiorno nella città toscana.