Di aperture straordinarie a Roma ce ne sono moltissime, ma quella che avviene il 16 Marzo di ogni anno ha qualcosa di ancor più particolare. Apre infatti le porte, e solo in questa precisa data, la Cappella di San Filippo Neri situata all’interno di Palazzo Massimo alle Colonne.

 

LA STORIA DI PALAZZO MASSIMO ALLE COLONNE

L’edificio rappresenta il capolavoro di Baldassarre Peruzzi: costruito in parte proprio al di sopra dei resti dell’Odeion di Domiziano, l’architetto andò ad unire tre differenti corpi di fabbrica. Il nome stesso del palazzo sembra derivare proprio dalle colonne qui presenti dell’antica struttura romana, di cui ancora oggi ne è ben visibile una in piazza dei Massimi. Il Peruzzi fu chiamato dalla famiglia per effettuare importanti lavori di restauro e sistemazione in seguito all’incendio provocato durante il sacco di Roma del 1527 e ai pesanti danni qui subiti.

Fu così che l’architetto impostò il nuovo complesso, ampliandolo e donandogli quella forma curvilinea così particolare che richiama il profilo dell’Odeion sottostante. Anche la facciata retrostante, su piazza dei Massimi, venne decorata nel 1532 con straordinarie pitture monocrome per celebrare le nozze di Angelo Massimo e Antonietta Planca Incoronati.

 

palazzo-massimo istoriato_palazzi-che-parlano_lasinodoro

 

 

LA CAPPELLA DI SAN FILIPPO NERI

Al 1700 si deve invece la realizzazione della Cappella dedicata a San Filippo Neri, ricavata in una delle sale interne del Palazzo ed è ad essa che si deve l’apertura straordinaria annuale. Il 16 Marzo del 1583 si racconta infatti che il santo abbia operato un miracolo, riportando in vita il figlio di Fabrizio Massimo, Paolo. Il ragazzo era infatti gravemente malato da molti giorni e San Filippo gli faceva visitava ogni giorno, ma non riuscì ad assisterlo negli ultimi istanti della sua vita, poiché stava celebrando una Messa. Quando arrivò a palazzo, il ragazzo era già spirato. Commosso, si accostò al petto esanime di Paolo, iniziò a pregare e a chiamarlo per nome: fu così che Paolo riaprì gli occhi, ritornando in vita.

 

 

Anche se non è possibile purtroppo visitare tutte le sale interne della residenza – affrescate da Daniele da Volterra e da Perin del Vaga – questa è però un’occasione imperdibile per visitare parte di Palazzo Massimo e poter così conoscere la storia di una delle famiglie più antiche di Roma, immergendosi nel ricordo di un miracolo operato da uno dei santi più amati della città.