IL CAMPO MARZIO PRIMA DI AUGUSTO

Quando Ottaviano rimase l’unico uomo al potere, la zona del Campo Marzio era in gran parte ancora disabitata, soprattutto nella sua parte più settentrionale. Qui, dove per secoli l’esercito aveva avuto uno spazio destinato alle esercitazioni e alle parate (dedicato non a caso al dio della guerra, Marte appunto, già dalla Tarda Repubblica, erano stati costruiti alcuni edifici che si collocavano però nella parte più meridionale, dove anche lo stesso Cesare aveva iniziato una campagna urbanistica importante.

 

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Sarà però solo con il suo successore Ottaviano, divenuto poi l’Augusto, che tutta la zona conobbe un nuovo impulso, andando così nel tempo ad affiancarsi – e in parte a sostituirsi – all’altro grande centro cittadino, gravitante intorno al Foro. Non è un caso che già un secolo dopo, questa sia diventata una delle aree più popolose dell’Urbe e che nei secoli mantenne una quasi intatta presenza abitativa, fino ai nostri giorni. Ottaviano dunque aveva intuito le potenzialità dell’area, la più adatta ad accogliere i suoi ambiziosi progetti urbanistici, che ovviamente riflettevano il proprio inarrestabile piano politico e ideologico.

 

I MONUMENTI DI AUGUSTO: MAUSOLEO – ARA PACIS – OROLOGIO SOLARE

Il primo monumento ad essere innalzato nel Campo Marzio settentrionale fu proprio la sua tomba, il Mausoleo, che con la sua mole di circa 40 metri di altezza, doveva svettare imponente in tutta la zona circostante, rivaleggiando con lo stesso colle Pincio. Successivamente fu la volta dell’Ara Pacis e dell’Orologio Solare, che andarono a concludere un’area volta a glorificare l’imperatore stesso e la sua dinastia.

 

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Nonostante gli stravolgimenti successivi, ancora oggi è possibile immaginare tutto lo splendore e la potenza del piano augusteo: immaginiamo il maestoso Mausoleo con il suo bosco paradisiaco, il colorato monumento dedicato alla Pax Romana, l’Ara Pacis appunto, che un tempo doveva trovarsi nei pressi dell’attuale Basilica di San Lorenzo in Lucina e per finire immaginiamo il grande Gnomone, cioè la possente meridiana proveniente dall’Egitto, che segnava il passare delle ore, dei giorni e delle stagioni. Anche la sua attuale collocazione in piazza Montecitorio è leggermente diversa da quella originale, spostata qualche centinaio di metri. Ma non solo.

 

 

GLI ALTRI MONUMENTI: PANTHEON E TERME DI AGRIPPA – TEATRO DI BALBO

Sempre nell’area del Campo Marzio il suo generale, amico e genero, Marco Vipsanio Agrippa, edificò uno dei templi più importanti del mondo, il Pantheon, ricostruito poi nelle forme attuali dall’imperatore Adriano nel II secolo d.C. e consegnato all’immortalità, grazie alla trasformazione in chiesa, che lo ha preservato dalla distruzione. Sempre ad Agrippa in questa zona dobbiamo l’edificazione delle Terme che portano il suo nome, con tanto di piscina artificiale collegata ad un canale, l’Euripo, che attraversava parte della città fino a sfociare nel Tevere (nella zona più o meno di Corso Vittorio Emanuele II).

 

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E ancora il teatro costruito da Balbo, altro uomo cruciale nella politica del tempo, visibile oggi solo in parte al di sotto della sede del Museo Nazionale Romano della Crypta Balbi e una serie di restauri che portarono il Campo Marzio ad essere uno dei luoghi strategici della Roma Imperiale.

 

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