CHI ERA GIOTTO?

Giotto di Bondone (1267-1337) fu sicuramente uno dei maggiori protagonisti della storia dell’arte occidentale e a lui si deve un’importante trasformazione dei canoni iconografici, divenendo il tramite tra il tardo Medioevo e quella che un secolo dopo verrà conosciuta come arte rinascimentale. Attivo in varie parti d’Italia, tra cui Roma, lavorò per i maggiori committenti del tempo, tra cui ovviamente i pontefici. Purtroppo molte delle sue opere sono andate perdute del tutto o in gran parte e ne abbiamo conoscenza solo grazie a copie o a dettagliate descrizioni.

 

Ritratto di Giotto_anonimo del XVI sec_Louvre_lasinodoro

 

 

 

IL TRITTICO STEFANESCHI

Fortunatamente altri capolavori sono giunti fino a noi oggi, come l’importante Trittico Stefaneschi, conservato all’interno della Pinacoteca Vaticana. Realizzato intorno al 1320 circa, con anche l’aiuto della sua bottega, quest’opera testimonia uno dei lavori maturi del maestro, a cui fu commissionata dal potente e coltissimo cardinale Jacopo Caetani degli Stefaneschi. Questi fu canonico della Basilica di San Pietro, cardinale diacono di San Giorgio al Velabro e autore di numerosi scritti, tra cui la biografia di papa Celestino V e il resoconto del primo Giubileo del 1300. Commissionò il trittico per essere posto sull’altare maggiore della costantiniana Basilica di San Pietro in Vaticano, sebbene fu poi posta nella sagrestia.

 

 

 

I PANNELLI DEL TRITTICO

Realizzato con tempera su legno, presenta due facce, ciascuna composta da tre pannelli terminanti con altrettante cuspidi e tre predelle minori in basso (due purtroppo perdute), per un totale di 6 immagini per lato. Una faccia era dunque visibile anche ai fedeli, mentre l’altra era visibile solo ai religiosi dietro all’altare. Nel lato rivolto ai fedeli è raffigurato, circondato da angeli, San Pietro in trono con ai piedi il card. Stefaneschi presentato da San Giorgio e papa Celestino V con accanto San Silvestro, ritratto mentre offre un libro; nei pannelli laterali sono raffigurati i santi Andrea e Giovanni Evangelista; Giacomo e Paolo. Nello scomparto di predella superstite infine sono raffigurati tre santi a mezzo busto.

 

Trittico_stefaneschi_fronte_lasinodoro

 

 

Nel lato riservato agli ecclesiastici è rappresentato al centro Cristo in trono tra angeli ed il card. Stefaneschi; nei pannelli laterali sono rappresentati invece i martiri di San Pietro e San Paolo. Nella predella sottostante, ripartita in tre scomparti, vi sono la Vergine in trono con Bambino tra due angeli e i Dodici Apostoli. Sebbene la minor volumetria dei corpi faccia pensare che siano intervenuti nella realizzazione gli allievi, la presenza di elementi realistici, come la Piramide Cestia sullo sfondo della crocifissione di Pietro, fa ritenere un interessamento diretto del maestro.

 

Trittico_stefaneschi_retro_lasinodoro

 

 

Un’opera eccezionale che racconta non solo i più salienti passaggi artistici di Giotto nella prima parte del XIV secolo, ma che getta luce anche sul cardinale Stefaneschi, uno dei principali protagonisti del tempo.