Vero e proprio scrigno di capolavori assoluti della storia dell’arte, la Cappella Sistina è ovviamente uno dei luoghi più significati della cristianità in quanto cappella papale e luogo in cui si svolge il Conclave, l’assemblea dei cardinali  con il compito di eleggere il nuovo pontefice.

 

LA STORIA DELLA CAPPELLA SISTINA: PAPA SISTO IV DELLA ROVERE

La sua realizzazione si deve principalmente a papa Sisto IV della Rovere, il quale sembra aver chiesto all’architetto Giovanni de’ Dolci, verso la fine del 1400, di costruire una cappella essenziale nelle forme, chiusa e pressoché inaccessibile dall’esterno, che fu inaugurata il 15 Agosto del 1483, poiché dedicata alla Vergine Assunta.

 

 

 

GLI AFFRESCHI DI PERUGINO E BOTTICELLI

Certo è che oggi ciò che incanta migliaia di visitatori è la sua straordinaria decorazione pittorica realizzata dagli artisti migliori dell’epoca: Perugino, Botticelli, Ghirlandaio e Cosimo Rossellini. Il gruppo di artisti lavorò contemporaneamente alla realizzazione dei grandi riquadri che si susseguono lungo le pareti laterali, narrando storie parallele del Vecchio e Nuovo Testamento. Ecco quindi che da una parte troviamo la serie dedicata alla Vita di Mosè e dell’altra quelle della Vita di Cristo. Così per esempio al Viaggio di Mosè in Egitto corrisponde sul lato opposto il Battesimo di Cristo, entrambi opera del Pinturicchio; mentre del Botticelli sono Mosè con le figlie di Jetro, Le Tentazioni di Cristo e La Purificazione del lebbroso. Completava la decorazione della cappella, un bel cielo stellato nella volta realizzato dal pittore Pier Matteo d’Amelia.

 

 

MICHELANGELO E PAPA GIULIO II DELLA ROVERE: LA VOLTA 

Certo è che quando si parla di Cappella Sistina tutti pensiamo immediatamente a Michelangelo. Nel 1508 fu infatti papa Giulio II della Rovere, nipote di Sisto IV, a chiamare il maestro per rinnovare la Cappella Sistina: il cielo stellato della volta infatti non andava più di moda. Michelangelo in soli quattro anni portò a termine una delle opere più straordinarie dell’intera storia dell’arte!

La difficoltà rappresentata dall’ampiezza (circa 800 metri quadri da dipingere) e la nudità della superficie della volta fu superata grazie alla sua straordinaria genialità: diede vita a una struttura architettonica dipinta nella quale collocò poi i vari elementi figurativi. Ecco quindi che tra Profeti, Sibille, lunette con gli antenati di Cristo e vele con vari gruppi familiari, Michelangelo pose proprio al centro dell’opera i nove riquadri con gli Episodi della Genesi, dove la Creazione di Adamo, da sola, rappresenta un capolavoro nel capolavoro!

 

 

 

MICHELANGELO E PAPA PAOLO III FARNESE: IL GIUDIZIO UNIVERSALE

Passarono ben 23 anni prima che Michelangelo venne nuovamente convocato da un pontefice per lavorare nella Cappella Sistina: fu infatti Paolo III Farnese a volere l’artista per realizzare la nuova parete dell’altare maggiore, dove il maestro superò se stesso, dando vita al Giudizio Universale.

 

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Giudizio Universale

 

Un’opera unica, ineguagliabile, in grado di dominare e sconvolgere il visitatore per la splendida audacia del suo creatore: Michelangelo seppe infatti magistralmente fondere i racconti della Bibbia e quelli della Divina Commedia, dando vita una composizione di eterna e infinita bellezza. Centinaia di anime si presentano al cospetto dell’immenso Cristo Benedicente in attesa del Giudizio: i beati possono iniziare la loro ascesa verso il cielo, mentre i dannati vengono brutalmente respinti e condotti da Caronte, mitico traghettatore, direttamente nella bocca dell’Inferno, davanti a Minosse, giudice dell’aldilà, che Michelangelo decise di rappresentare con la figura di Biagio da Cesena, cerimoniere papale che aveva giudicato l’opera degna di una sala da bagno o di un’osteria per la troppa nudità delle figure. Che smacco il nostro Michelangelo!

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