Bambini che ne dite di uscire un po’ all’aria aperta per andare a fare una bella passeggiata nel centro di Roma? E se mentre camminassimo, magari con un bel gelato, scoprissimo anche qualche curiosità riguardo alla storia e ai monumenti della città? Avete mai fatto caso che su alcuni palazzi, chiese o fontane sono spesso raffigurati animali in pietra? A volte sono più riconoscibili, altre meno… Volete qualche esempio? Eccovi serviti!

 

San Luigi dei Francesi: draghi o salamandre?

Tra piazza Navona e il Pantheon si trova una piazza dedicata a San Luigi dei Francesi, proprio perché qui si trova un’antica chiesa dedicata a questo santo re medievale. Sulla facciata, in basso, sono visibili due “draghi” sputafuoco con una corona sul capo: si tratta in realtà di salamandre – simbolo dei reali francesi (da qui la corona) – che secondo gli antichi avevano il potere, non solo di sputare fuoco, ma anche di spegnere le fiamme. Queste sue caratteristiche (ovviamente non vere!) hanno fatto sì che questo animaletto fosse paragonato alle persone credenti, che in nome di Dio riescono a sopportare ogni tribolazione!

 

 

La fontanella rionale con il cervo

Poco distante, vi è una piccola fontanella, su cui sono scolpiti una testa di cervo, dei libri e delle palline: si tratta di un omaggio ad una basilica che sorge a pochi passi e dedicata ad un santo martire romano di nome Eustachio. Secondo la leggenda, Eustachio si convertì al Cristianesimo quando, durante una battuta di caccia, gli apparve tra le corna di un cervo il volto di Gesù. Per quanto riguarda invece la presenza dei libri, bisogna tornare indietro nel tempo, quando il palazzo su cui si appoggia la fontanella era sede della prima Università di Roma, chiamata La Sapienza. E le palline? Beh quello è lo stemma di un’antica e potente famiglia, i Medici, che qui aveva un tempo molti possedimenti.

 

Fontana dei libri

 

 

La Minerva e l’elefante

Dall’altro lato del Pantheon invece si trova la famosa piazza della Minerva, nel cui centro si trova un elefantino in pietra, sul cui dorso poggia un obelisco. A Roma questa scultura è conosciuta con il nome di Pulcino, non tanto per le sue dimensioni ridotte, ma perché è una storpiatura di un soprannome meno piacevole e cioè Porcino, cioè piccolo maiale!

 

 

Come mai? L’opera fu realizzata nel Seicento da un importante artista e architetto di nome Gian Lorenzo Bernini (se vuoi scoprire la storia di Gian Lorenzo clicca qui!), per volere del papa del tempo: l’obiettivo era creare un monumento che simboleggiasse la conoscenza, la virtù e la sapienza. E si sa che da sempre gli elefanti sono sinonimo di buona memoria e di grande intelligenza! Peccato che la proboscide del nostro animale non riuscì benissimo e ben presto i passanti cominciarono a prenderlo in giro definendolo un porco! Piccola curiosità: se guardate il sedere dell’elefante, noterete che la codina è scostata, come se stesse per fare i bisognini. Si dice che fu un dispetto che Bernini volle fare ad un sacerdote che viveva proprio nel palazzo di fronte!

 

La dea Iside, un piedone  e una gatta!

Continuando a camminare per qualche altro metro, si arriva all’angolo di una strada che presenta un enorme piede in marmo: si tratta del piede di un’antica statua romana, forse di una dea, rinvenuto proprio nei dintorni, dove un tempo sorgeva un grande tempio dedicato a Iside! Poco oltre invece, accanto alla finestra di un nobile palazzo, troverete la statuina di una gatta. Secondo la leggenda, fu fatta costruire dal proprietario della casa per onorare la sua gattina, che miagolando aveva salvato il figlio da un brutto incidente. In realtà è anche questa una statua molto antica, proveniente proprio da quel santuario di Iside di cui abbiamo parlato prima (vi ricordate vero che gli antichi Egizi veneravano i gatti?).

 

 

Prima di salutarci però, vogliamo raccontarvi ancora un’altra storia: si dice che la gatta infatti fissi un punto ben preciso della piazza e che proprio lì, molti secoli fa, qualcuno nascose un enorme tesoro… che ancora nessuno a mai trovato!

 

 

 

 

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