Le Terme di Diocleziano

Tra i complessi termali più imponenti dell’antica Roma, vi sono certamente le terme edificate da Massimiano, inaugurate tra il 305 e il 306 d.C. e dedicate a Diocleziano, con cui l’imperatore condivideva il comando dell’impero. Estese su una superficie di ben 13 ettari, potevano contenere fino a 3.000 persone e riproducevano il tipico schema delle grandi terme imperiali, caratterizzato dalla disposizione delle sale principali (calidarium, tepidarium e frigidarium) lungo un asse centrale. Rimasero in uso fino alla metà del VI secolo, quando la guerra greco-gotica causò gravi danneggiamenti in tutta la città, tra cui anche l’interruzione dell’alimentazione idrica.

 

 

 

Pio IV e Michelangelo: la trasformazione in Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri

Abbandonate e cadute in disuso, fu solo nel Cinquecento che tornarono ad essere protagoniste in città, quando papa Pio IV nel 1561 destinò l’area delle antiche Terme alla costruzione di una chiesa e di una certosa dedicate alla Madonna degli Angeli e dei Martiri, affidando il progetto a Michelangelo.

 

 

La genialità del progetto fu tutta nell’aver immediatamente compreso la potenza architettonica che le antiche strutture ancora possedevano: Michelangelo infatti realizzò la chiesa adattando al nuovo uso il frigidarium e parte della natatio (piscina scoperta) e per gli ambienti della certosa (i due chiostri e le abitazioni dei monaci) i vani situati nella parte settentrionale delle antiche terme. A questi poi Michelangelo aggiunse la creazione più imponente: il chiostro maggiore che con i suoi lati di 100 metri scanditi da 100 colonne monolitiche, è uno dei più grandi d’Italia!

 

 

 

Piazza della Repubblica nell’Ottocento

E osservando poi il grandioso prospetto di piazza della Repubblica, si può avere un’idea dell’enormità delle Terme di Diocleziano. I palazzi che qui si affacciano, realizzati tra 1887 e 1898, sono opera di Gaetano Koch, architetto che decise di modellare il colonnato della piazza in forma semicircolare, seguendo esattamente il profilo dalla grande esedra delle terme romane. Per ricordare l’importanza dell’acqua nella zona, svetta oggi al centro della piazza la fontana delle Naiadi, opera del palermitano Mario Rutelli, che ha scolpito il gruppo artistico nel 1901.

 

 

Le naiadi rappresentate sono la Ninfa dei Laghi, riconoscibile dal cigno; la Ninfa dei Fiumi, sdraiata su un mostro acquatico; la Ninfa degli Oceani, in sella ad un cavallo, simbolo del mare; e la Ninfa delle Acque Sotterranee, poggiata sopra un drago misterioso. Al centro si trova invece il gruppo del Glauco (aggiunto nel 1912), simbolo del dominio dell’uomo sulla forza naturale.

 

 

 

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