Che Roma sia una città in continua trasformazione è un dato di fatto. Nella Capitale infatti possiamo trovare imponenti vestigia dell’Antica Roma, eleganti costruzioni rinascimentali, articolate progettazioni barocche o ancora innovative soluzioni architettoniche di epoca moderna! Il contemporaneo invece? Beh è più vivo che mai! Come già in molte altre capitali europee, anche i muri di Roma negli ultimi anni hanno cominciato a colorarsi con più di 350 opere di street art realizzate da artisti italiani e di fama mondiale. Scoprire l’arte urbana romana vuol dire quindi intraprendere un interessantissimo itinerario grazie al quale è possibile attraversare tutta la città, dal centro alla periferia, da Testaccio a Tor Marancia, dal Pigneto a Tor Pignattara o ancora dal Quadraro fino a San Basilio. 

 

999Contemporary a Tor Marancia

Il progetto più riuscito, inaugurato nella primavera 2015 e realizzato da 999Contemporary, è quello di Tor Marancia, dove 22 street artist internazionali hanno trasformato altrettante facciate del Lotto 1 della borgata a pochi passi dalla Garbatella, in un vero e proprio museo a cielo aperto. Qualche nome? Diamond con Hic sunt adamantes, Seth e Il bambino redentore, Matteo Basile con Ordine e Disordine o ancora Jerico con Distanza Uomo Natura.

 

 

999Contemporary a Tor Bella Monaca

La stessa associazione ha curato anche il progetto Moltitudini a Tor Bella Monaca (inserito nell’ambito del bando dell’Estate Romana del Comune di Roma) con lo scopo di dare il via, grazie all’arte, a un processo di musealizzazione di intere e nuove aree urbane. Importanti le adesioni come per esempio quella di Diamond con No Surrender, di Solo o ancora di Mosa One.

 

 

M.U.Ro al Quadraro e Tor Pignattara

Altro interessante progetto cittadino è quello di M.U.Ro (Museo di Urban Art di Roma) al Quadraro e Tor Pignattara. La collezione di opere di Street Art è nata dal 2010 in questi due quartieri per poi diffondersi in tutta Roma, coinvolgendo nel progetto importanti nomi per altrettante straordinarie realizzazioni, come per esempio a Tor Pignattara Etam Cru in via Ludovico Pavoni, Carlos Atoche in via Pietro Rovetti e ancora la straordinaria Anna Magnani di Diavù proprio in via di Tor Pignattara o al Quadraro Lucamaleonte in via del Monte del Grano o Alice Pasquini in via Ludovico Antinori.

 

 

 

 

Pigneto

Non lontano, ecco che il Pigneto, anno dopo anno, si arricchisce di nuove opere, murales che spuntano ormai ovunque. Temi vari e disparati, ma anche molti murales dedicati a Pier Paolo Pasolini che a questa zona della capitale era molto legato (girò per esempio in via Fanfulla da Lodi il celebre film “Accattone”) e ancora le opere “Io so i nomi” di Omino71, quelle di MauPal, Mr. Klevra o ancora NoArt – Fudo.

 

 

 

Testaccio e Ostiense

In zona nettamente più centrale, imperdibili sono le opere di Testaccio e Ostiense. Grazie al progetto Ostiense District, diversi artisti di fama mondiale hanno trovato nell’atmosfera post industriale del quartiere, terreno fertile per la loro creatività! Vince per originalità l’opera di Federico Massa, in arte Iena Cruz che ha realizzato un murale ecologico, il più grande d’Europa, con la tecnologia Airlite, una pittura mangia-smog. Ma certo impossibile è non menzionare Blu con i suoi colori in via del Porto Fluviale o ancora Roa in via Galvani.

 

 

San Basilio – Via Prenestina – Grande Raccordo Anulare

Altro esempio molto interessante di rigenerazione urbana attraverso la street art è il progetto SanBa, in una delle cosiddette periferie difficili: San Basilio. I primi murales ad essere realizzati, nel 2014, sono stati quelli dello spagnolo Liqen con i mille fiori colorati in via Fiuminati e dell’italiano Agostino Iacurci con il suo Giardinieri in via Cosimo. In via Prenestina n. 913, c’è il Maam (Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz – città meticcia), una tappa fondamentale da visitare per ogni appassionato di arte contemporanea indipendente. Fondato da Giorgio de Finis, lo spazio ospita opere d’arte di vario genere, dal graffito al dipinto d’autore, entrambi però immersi in una scenografia metropolitana. Più stravagante forse il progetto GRAArt promosso da Anas e dal Ministero dei Beni Culturali per valorizzare le infrastrutture di una delle arterie più importanti del Paese e recuperare aree dismesse, riqualificando le periferie. E’ sulle pareti del Grande Raccordo Anulare che rivive la storia e il mito di Roma grazie alle opere di Camilla Falsini, Lucamaleonte o ancora di MauPal.

 

 

Non male per un città solitamente votata e ricordata principalmente per le sue straordinarie antichità, vero?

 

 

 

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