Tra le meraviglie del Lazio, merita una menzione lo straordinario Palazzo Chigi di Ariccia, esempio straordinario di dimora barocca rimasta inalterata nei secoli e per questo perfettamente in grado di documentare tutto il fasto di una delle più grandi casate italiane.

 

Chi erano i Chigi?

Antica famiglia di origine senese, fu con Agostino Chigi detto “il Magnifico” (1465-1520), uno dei più grandi mecenati del Rinascimento (basti pensare a Villa Farnesina), che iniziò la sua scalata al potere; famiglia con numerosi cardinali, raggiunse l’apice nel 1600 grazie all’elezione al soglio pontificio di Fabio Chigi col nome di Alessandro VII (1655-1667). Dal 1712 sino al recente pontificato di Paolo VI, il primogenito di casa Chigi ha esercitato l’importante carica di Custode del Conclave e Maresciallo di Santa Romana Chiesa, con il delicato compito della sorveglianza del collegio cardinalizio riunito in conclave. Una delle ultime figure di rilievo della famiglia è stata quella di Ludovico Chigi (1866-1951), Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta.

 

 

 

La costruzione del palazzo: Bernini e Fontana

Ma torniamo ad Ariccia. I Chigi dunque, già proprietari dell’omonimo palazzo romano (oggi sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri), tra il 1664 e il 1672, decisero di trasformare il cinquecentesco Palazzo dei Savelli in una fastosa dimora barocca affidando l’idea progettuale iniziale a Gian Lorenzo Bernini, che si servì della collaborazione del suo giovane allievo, Carlo Fontana. Nel 1665 Bernini dovette però lasciare temporaneamente i cantieri romani poiché fu chiamato da re Luigi XIV a progettare la facciate del Louvre a Parigi. Rientrato nell’Urbe, riprese immediatamente i lavori ad Ariccia, ideando per il palazzo una singolare composizione: una perfetta sintesi tra lo schema ad “U” delle ville romane e quella a blocco rettangolare con torri angolari dei castelli francesi dell’Ile de France.

 

 

 

Il palazzo all’interno: tra lusso e opere d’arte

All’interno a piano terra vi sono le stanze del Cardinale Flavio I, che fece decorare le volte da Pietro Mulier detto il Tempesta e Jean de Momper con sfondati illusionistici recanti uccelli e segni zodiacali primaverili ed estivi.

 

 

Il piano nobile del palazzo è invece diviso in due sezioni, tra loro indipendenti: l’ala est, accessibile dalla Scala Maestra, ospitava l’appartamento del principe Chigi articolato attorno alla Sala da pranzo d’Estate; mentre l’ala ovest, accessibile dalla Scala Nera, era destinata al primogenito e si sviluppava intorno alla Sala dell’Udienza (o Salone Giallorosso).

 

 

Il palazzo vanta un’importante collezione di dipinti, sculture ed arredi, risalenti prevalentemente al XVII secolo, e provenienti anche da altre dimore di famiglia, tra cui lo stesso palazzo di Roma, venduto allo Stato Italiano nel 1918. Tra le opere di maggior rilievo vi sono “Pindaro e Pan” di Salvator Rosa; la serie di cartoni preparatori dei mosaici della cupola di San Pietro del Cavalier d’Arpino; “Il Beato Giovanni Chigi” di Giovan Battista Gaulli detto Il Baciccio; due tele di Pietro da Cortona, tra cui l’incompiuto ritratto di Innocenzo X o ancora la serie di ritratti di famiglia realizzati da Jacob Ferdinand Voet.

 

 

 

Il parco del palazzo

Al palazzo è inoltre annesso il vasto parco ricco di una rigogliosa vegetazione mista di latifoglie, reperti archeologici, fontane e manufatti del XVII secolo, ultimo frammento del “nemus aricinum” consacrato a Diana. Nato originariamente come Barco, e cioè come area cintata da destinarsi alla caccia, costituisce una preziosa anticipazione del cosiddetto “giardino paesistico” o “romantico” per il suo carattere naturalistico e pittoresco, sviluppatosi soprattutto nel 1600 con le progettazioni del Bernini e del Fontana.

 

 

 

Palazzo Chigi nel cinema

Per la sua straordinaria bellezza, il palazzo fu più volte scelto come set cinematografico e tra le pellicole più significative ricordiamo “Il Gattopardo” di Luchino Visconti, “Prove d’orchestra” di Federico Fellini, “I Picari” di Mario Monicelli o ancora “Caro papà” di Vincenzo Salemme.

 

 

Insomma non resta che partecipare alla nostra visita guidata a Palazzo Chigi di Ariccia per ammirare dal vivo tutta questa meraviglia!

 

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