Roma celebra Antonio Canova con una mostra evento allestita nella splendida cornice di Palazzo Braschi, sede del Museo di Roma, per mostrare al pubblico lo stretto rapporto tra l’artista veneto e la Città Eterna. Ritenuto il massimo esponente del Neoclassicismo in scultura e per questo soprannominato “il nuovo Fidia”, Antonio Canova svolse il proprio apprendistato a Venezia, trasferendosi poi nel 1779 a Roma, dove risiedette e visse a lungo.

 

 

 

Canova e Roma

Canova ebbe infatti un rapporto molto stretto con l’Urbe e sebbene abbia viaggiato spesso, principalmente per soggiorni all’estero o per ritornare nei luoghi natii, Roma per lui ha sempre rappresentato un imprescindibile punto di riferimento e la mostra è dunque incentrata su questo rapporto. Con oltre 170 opere e prestigiosi prestiti da importanti musei e collezioni italiane e straniere, la mostra racconta l’intero percorso romano dell’artista, mostrando quanto lo studio dell’arte classica e rinascimentale sia stata per l’artista fonte importante di studio e ricerca. Dai tesori dei Musei Capitolini a quelli dei Musei Vaticani, dalle raccolte dei Farnese e dei Ludovisi ai marmi inseriti nel contesto urbano dell’epoca, furono molte le opere che l’artista – rapito dal loro fascino – studiò minuziosamente, rendendole testimoni e protagoniste del suo stretto rapporto con la città.

 

La mostra di Canova

In mostra si ripercorrono gli itinerari compiuti dallo scultore alla scoperta di Roma, sin dal suo primo soggiorno: sorprendenti le parole di ammirazione che Canova espresse nei confronti del gruppo di Apollo e Dafne di Bernini, visto a Villa Borghese e riportate nei suoi Quaderni di viaggio. Fu uno degli artisti più celebrati del suo tempo, riconosciuto fin da subito come un grande sculture e a Roma fu coinvolto nella gestione e salvaguardia del patrimonio culturale, ricoprendo cariche di solito riservate all’aristocrazia o al clero. Fu infatti Ispettore Generale delle Belle Arti, dal quale dipendevano i Musei Vaticani e quelli Capitolini, Presidente della Commissione per gli Acquisti di Antichità e ancora Ambasciatore del papa per il recupero delle opere d’arte emigrate in Francia sotto Napoleone, impresa che gli fruttò il titolo di marchese. Un personaggio talmente di spicco che il suo studio divenne ben presto una delle imprescindibili tappe romane del Grand Tour!

 

 

 

I capolavori in mostra

Tra i capolavori in mostra spiccano la Danzatrice mani sui fianchi, la Maddalena Penitente, il Genio della Morte e l’Amorino Alato in prestito dall’Hermitage di San Pietroburgo, il Creugante dei Musei Vaticani e ancora i disegni, i bozzetti, i modellini ed i gessi, anche di grande formato, dei grandi Monumenti funerari di Clemente XIV e di Clemente XIII e del Monumento agli ultimi Stuart

 

 

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