Ve lo dico subito così almeno non partiamo con il piede sbagliato: quello che vi ha detto quello sbruffoncello di Raffaello non è affatto vero! Povero me, povero me, tutti a dirmi che sono burbero, avaro, antipatico, sempre a darmi addosso, senza sapere nulla di me… cialtroni!

Certo devo ammettere che il giovane di Urbino, sì, Raffaello Sanzio, è molto bravo nel suo lavoro… ogni tanto infatti mi piace sbirciare le suo opere. Ad esempio una volta sono entrato di soppiatto in casa del potente banchiere Agostino Chigi per vedere cosa stesse dipingendo su una delle pareti della loggia al piano terreno e beh, che dire, il disegno di Galatea, la ninfa del mare sul suo cocchio trainato da delfini era semplicemente “divino”…

 

ritratto michelangelo buonarroti

Michelangelo

 

Io non ho rivali

Ma io di certo non ho rivali, sin da quel giorno in cui tirai fuori, come per magia, da un grosso blocco di marmo bianco, la statua della Pietà (come di cosa parlo? La Pietà è il titolo di quella scultura che rappresenta Maria che abbraccia il corpo di Gesù morto ed oggi la potete vedere dentro la Basilica di San Pietro).

Avevo solo 24 anni e in un attimo mi trovai ad essere uno dei migliori artisti non solo di Firenze – ah dimenticavo di dirvi che sono un bel toscanaccio, nato a Caprese in provincia di Arezzo nel 1475 – la città dove ho studiato e ho iniziato a fare lo scultore, ma anche di Roma dove mi trovavo appunto per lavoro.

Ho sempre viaggiato molto perché so bene che bisogna farsi conoscere dai ricchi signori, vescovi e cardinali che si trovano in tutta Italia, ma mi è sempre piaciuto tornare a Firenze dove, tra le mie molte opere, si trova il David. Non avevo ancora 30 anni quando scolpì questa gigantesca statua di marmo bianco. Sì, un attimo, ora vi spiego chi è David… Però studiate un po’, pure voi! David è un personaggio della Bibbia, è il re dei Giudei, ma divenne famoso perché da adolescente riuscì con la sua mazzafionda a sconfiggere il gigante Golia! Ma che vi ridete… è nudo, sì, e con questo? Sciocchini, per me il corpo maschile nudo rappresenta la perfezione, la Bellezza con B maiuscola, proprio come per gli scultori dell’antica Grecia!

 

La Pietà e il David

 

 

La Cappella Sistina

Comunque, tornando a noi, anzi a me, ho deciso di vivere la maggior parte del mio tempo a Roma, perché ovviamente sono stato scelto come uno degli artisti di fiducia del papa… a dir la verità pure troppa questa fiducia! A forza di lodarmi infatti mi sono “fregato” con le mie stesse mani, perché ad un certo punto papa Giulio II mi disse: “Ah senti Michelangelo mi piacerebbe ridipingere il soffitto della Cappella Sistina, che potresti per caso disegnarci su un po’ di scene ispirate all’Antico Testamento e in particolare al primo libro della Genesi, dove in soldoni si racconta la storia della creazione del mondo e del primo uomo Adamo e della prima donna Eva, del peccato originale, di Noè, ecc. ecc.???” COSAAAA??? Non sapete mi è preso un colpo… Io non sono un pittore, io sono uno scultore! Ho pianto, urlato, protestato, supplicato, ma non c’è stato nulla da fare, ho dovuto con mio sommo dispiacere prendere questo incarico per compiacere il papa.

 

cappella sistina interno

 

Le storie della Genesi

Così, solo, per 4 lunghi anni, ho lavorato dall’alba fino a notte fonda grazie al lume delle candele, senza sosta, arrampicato sulle impalcature e con la schiena ricurva per poter meglio disegnare uno dei capolavori dell’arte mondiale: la Creazione di Adamo (sì esatto, quello con le dita che si toccano!)

 

… e il Giudizio Universale

Da quel momento in poi ricevetti un incarico dietro l’altro e lavorai da solo, raramente con qualche aiuto, a numerose opere, alcune delle quali mi fecero assai pensare, perché spesso venivo insultato e non capito da quei bifolchi.

Per fortuna a consolarmi c’era la mia amata poesia, le lettere che scambiavo quasi quotidianamente con alcuni amici, soprattutto con la mia più cara amica e musa ispiratrice, la principessa Vittoria Colonna. No che non ero innamorato di lei, io questo sentimento così sciocco come l’amore non credo di averlo mai provato per nessuno ed è per questo che non mi sono sposato, figuriamoci se mi fossi messo in casa una donnetta ficcanaso!

Tornando a me, sapete molti anni dopo tornai di nuovo nella Cappella Sistina, questa volta per affrescare sulla parete principale il Giudizio Universale (cioè quando Gesù tornerà di nuovo nel mondo per giudicare i cattivi e i buoni). Per questo capolavoro mi sono ispirato all’arte antica – come del resto per molti altri miei lavori anche di scultura e architettura – ma anche a tante storie medievali come ad esempio la Divina Commedia di Dante Alighieri (non mi dite che non ne avete mai sentito parlare?!?!).

 

La mia vita dedicata al Bello

E’ davvero complicato riassumere i miei quasi 89 anni di vita in poche righe, basti pensare che come architetto ho progettato parte della Basilica di San Pietro e di piazza del Campidoglio a Roma solo per citarne alcune, ho decorato numerose chiese e vari altri edifici anche a Firenze, ho scolpito statue e monumenti funerari. Insomma una vita dedicata all’arte e al Bello, che ricercavo in ogni cosa che facevo.

 

Piazza del Campidoglio

 

 

La mia morte

Si dice che sono morto solo e vecchio nella mia catapecchia a Macel de’ Corvi, una zona di Roma oggi scomparsa, nei pressi di piazza Venezia. Quando mio nipote venne ad occuparsi del mio funerale, trovò in casa un forziere pieno di ori e argenti: mi hanno sempre dato del tirchio, ma io ero solo un gran risparmiatore, perché da bambino ho patito gli stenti e la fame e so cosa vuol dire essere povero! Mi seppellirono una prima volta a Roma, ma poi il mio povero corpo fu rubato da quell’ingrato di mio nipote in combutta con la potente famiglia dei Medici e trasportato a Firenze, nella Chiesa di Santa Croce, dove ancora oggi si trova.

Cosa penso io? Penso che una parte di me sia in ciascuna delle mie opere, cosicché passati quasi cinquecento anni io ho ancora qualcosa da dire a ciascuno di voi…

 

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