Nell’Antica Roma tutto era monumentale in modo da glorificare la potenza dell’Urbe, della sua classe dirigente e ovviamente della famiglia imperiale. A queste dinamiche di celebrazione e di fasto, non si sottraeva nessun aspetto della vita pubblica e privata e tantomeno la morte: questo anzi era forse il momento in cui maggiormente si tendeva a mostrare al meglio ciò che si era stati in vita, per lasciare un imperituro ricordo di se stessi ai posteri.

L’immortalità era quindi legata al ricordo che i vivi avevano dei defunti e per questo motivo chi poteva non badava a spese per realizzare la propria ultima dimora. Con questa importante premessa si comprende quindi quanto, non solo il rituale funebre, ma anche l’aspetto delle tombe fosse fondamentale, fatto testimoniato anche da alcune delle più imponenti sepolture che ancora oggi possiamo ammirare in città.

 

Il Mausoleo di Adriano divenuto poi Castel Sant’Angelo

Chi di noi non conosce, infatti, il poderoso Castel Sant’Angelo, che per secoli fu inespugnabile fortezza nonché lussuosa dimora papale? Ma in origine il monumento fu l’antica tomba dell’imperatore Adriano costruita nel II secolo d.C. e al suo interno furono sepolti molti membri della famiglia imperiale fino almeno a Caracalla! In realtà il Mausoleo di Adriano è uno degli ultimi esempi di tomba monumentale.

 

 

Mausoleo di Augusto e Mausoleo di Cecilia Metella

prima di questo infatti possiamo citare altri illustri antecedenti molto simili come il Mausoleo di Augusto, costruito nel I sec. a.C. sulla sponda sinistra del Tevere, al centro di quel Campo Marzio che proprio sotto Ottaviano iniziò a divenire il centro di un’importante sistemazione urbanistica volta all’esaltazione della gens Iulia e della figura del principe.

 

 

Di poco precedente è il Mausoleo di Cecilia Metella (vieni a scoprirlo insieme a noi!), monumento simbolo della Regina Viarum, l’Appia Antica! Questa enorme tomba, trasformata in epoca medievale nel mastio del Castrum della potente famiglia dei Caetani, venne edificato per contenere le spoglie mortali della matrona Cecilia Metella, di cui nulla sappiamo se non che fosse la figlia di un importante uomo politico repubblicano, Quinto Cecilio Metello Cretico, e forse moglie del figlio del famoso triumviro Crasso.

 

 

Nonostante quindi le scarse informazioni sulla proprietaria, il mausoleo è comunque riuscito nell’intento di regalarle l’immortalità, visto che dopo più di 2.000 anni siamo ancora qui ad ammirarlo! La forma cilindrica di queste sepolture fu dunque molto in voga a Roma, traendo spunto non solo dal famoso Mausoleo di Alicarnasso, ma anche dalle tombe a tumulo tipiche dell’orizzonte culturale etrusco.

 

Gli altri mausolei: Sant’Elena e Santa Costanza

Una fortuna che perdurò anche con l’avvento del Cristianesimo se si pensa alle tombe realizzate nel IV secolo d.C. per Sant’Elena e Santa Costanza, rispettivamente madre e figlia dell’imperatore Costantino. Entrambe infatti furono tumulate in mausolei cilindrici: Elena in quello che oggi è noto come Tor Pignattara, mentre la nipote in quella che divenne poi una splendida basilica, accanto al Complesso di Sant’Agnese Fuori le Mura

 

 

Ed è così che queste monumentali tombe ci appaiono come silenziosi e alteri testimoni del tempo che scorre e dell’immortalità dell’arte!

 

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