Donna Olimpia Maidalchini

La vera regina di Roma sono io, Donna Olimpia Maidalchini, conosciuta ai più come la Pimpa o come mi chiamavano quei perditempo dei romani Pimpaccia! Sin da bambina sapevo che il mio destino sarebbe stato quello di divenire la donna più potente di Roma e per poter realizzare questo sogno sapevo bene che avrei dovuto contrarre un buon matrimonio.

 

 

Fu così che senza troppo amore e convinzione decisi di sposare Pamphilo, uomo mite e molto più grande di me, che proveniva però dalla nobile famiglia dei Pamphilj e che aveva un fratello prete, Giovan Battista. Sarebbe stato lui, mio cognato, l’uomo sul quale scommettere per raggiungere fama e ricchezza. Infatti lo aiutai a scalare il successo fino alla sua elezione a pontefice, con il nome di Innocenzo X. Ero finalmente diventata quello che avevo sempre sperato, la donna che aveva in mano le sorti di Roma.

 

Velazquez Innocenzo X galleria doria pamphilj

 

 

Feci abbellire il mio palazzo in Piazza Navona, con la vicina chiesa di Sant’Agnese in Agone e le due fontane al centro, tra cui quella dei Quattro Fiumi realizzata da Gian Lorenzo Bernini, un valente architetto.

 

 

Tutte le persone, anche le più potenti, se volevano ottenere un favore dal papa, dovevano prima passare da me e ricompensarmi con il giusto prezzo. Il popolo diceva che ero perfida e avara ma non sanno quanta fatica e quanti sacrifici ho dovuto affrontare per arrivare dove sono arrivata! Alla morte di mio cognato il papa, dovetti fuggire da Roma, perché molti erano i nemici che volevano la mia morte. La leggenda racconta che la mia fine fu terribile: mentre scappavo a gran velocità sul mio carro, pieno di tesori, una voragine si aprì nel terreno e un gruppo di diavoli mi trascinò giù nell’inferno! Qualcuno dice che in alcune notti senza luna si veda ancora il mio carro infuocato attraversare la città in tutta fretta…

 

Caterina da Siena

Vissi in un periodo molto buio e doloroso per Roma, perché il papa a quel tempo risiedeva in Francia e la città era abbandonata a se stessa e allo strapotere dei nobili, che si contendevano il potere a suon di lotte armate, rapine e omicidi. Il popolo era stremato e per questo la mia missione di vita fu far tornare il papa a Roma per rimettere tutto in ordine. Mi chiamo Caterina e sono nata a Siena: fin da bambina capii di voler divenire suora e a nulla valsero gli sforzi della mia famiglia, decisa invece a farmi contrarre un matrimonio vantaggioso.

 

 

Essendo sempre stata molto testarda, riuscì a realizzare il mio sogno e a farmi monaca domenicana. Alcuni anni dopo decisi di venire a vivere a Roma, dove potevo controllare meglio la situazione: in questo periodo furono molto le lettere che inviai al papa, pregandolo di tornare in città. Non ero una gran letterata ma spesso avevo visioni e avevo una volontà di ferro: questo mi permise, pur essendo un’umile suora, di avere voce in capitolo nella scena politica del tempo e molta credibilità. Fu così che il papa acconsentì di tornare su mio consiglio: peccato che la mia vita così dura e piena di privazioni mi portò ad una precoce morte, non potendo godere dei frutti dei miei sforzi. Fui proclamata santa e il mio corpo ancora oggi riposa nella bella basilica di Santa Maria sopra Minerva, a pochi passi dal luogo dove un tempo sorgeva il mio convento. Sono patrona d’Italia e d’Europa e sono divenuta un “dottore della Chiesa”, non male per una giovane donna non molto letterata!

 

La regina Cristina di Svezia

Se una vera regina a Roma c’è stata quella sono io, Cristina! Sono nata e cresciuta in Svezia ma avendo cambiato religione ed essendomi convertita al cristianesimo, decisi di lasciare il trono a mio cugino. Decisi inoltre di lasciare la mia patria natale e di venire a vivere a Roma, dove venni subito accolta con tutti gli onori.

 

 

Non vi aspettate la regina delle favole bella, buona e ubbidiente! Non sono mai stata una gran bellezza e non sono nemmeno mai stata ubbidiente! Amavo vestire con abiti maschili, assai più comodi delle pompose gonne riservate alle gran dame del tempo, amavo studiare e mi interessavo di alchimia, astrologia e magia. Le scienze erano la mia passione! Così decisi di aprire un circolo di intellettuali che si riuniva presso la mia residenza, in quello che oggi è Palazzo Corsini a Trastevere.

 

 

Divenni la donna più importante di Roma e cercai di essere giusta e saggia: ho sempre creduto che ogni persona dovesse sentirsi libera di credere a qualunque religione e per questo sostenni sempre la causa del popolo ebraico, o dei protestanti o di altre minoranze. Alla mia morte il mio corpo fu sepolto nella Basilica di San Pietro, onore molto raro per una donna e ancora oggi potete ammirare non solo la mia tomba ma anche il mio appartamento, dove vi aspetto con gioia!

 

Vuoi scoprire la storia delle altre donne di Roma? Scoprila nell’altro articolo: Le Eroine di Roma (parte 1)!

 

 

 

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