Gli antichi romani avevano concepito una serie differente di abitazioni in cui vivere in base alla loro collocazione ed estrazione sociale. Vi erano infatti le residenze cittadine dette domus; quelle collocate subito al di fuori delle mura urbane, dette ville extraurbane appunto; quelle in aperta campagna, dette ville rustiche ed infine le insulae. Quali erano le loro differenze?

Le domus rappresentavano l’abitazione tipica delle classi sociali più abbienti e facoltose; erano solitamente sviluppate in orizzontale e costituite da una serie di ambienti di vario genere: il vano di accesso o vestibulum, conduceva all’atrium, un ambiente a cielo aperto in cui era solitamente presente una vasca per raccogliere l’acqua piovana. Sul fondo della domus vi erano le sale più importanti come il tablinum ovvero il salotto ed il triclinium, la sala da pranzo.

 

Abitazioni romane_DOMUS

 

Era questo un ambiente particolarmente lussuoso, decorato con affreschi alle pareti e mosaici nei pavimenti, poiché destinato ai banchetti con gli ospiti di riguardo. Ma come mangiavano i romani? Semisdraiati sul lato sinistro, col gomito appoggiato ad un cuscino su comodi triclini, veri e propri letti: solitamente ve ne erano tre all’interno della stanza, disposti a ferro di cavallo, in modo da permettere facilmente il servizio. Ai lati dell’atrium vi erano poi i cubicula, le camere da letto. In epoca imperiale invece il semplice atrium fu trasformato in elegante peristilio con criptoportico, che poteva anche essere dotato di un’area a giardino, sapientemente curata dal giardiniere che spesso sagomava le piante a forma di animali. Era questa la zona più luminosa dell’intera abitazione, circondata dal portico sviluppato generalmente su due piani e sostenuto da colonne. Era qui che i facoltosi proprietari manifestavano tutta la propria ricchezza con l’inserimento di numerose opere d’arte, ornamenti marmorei, affreschi, statue, fontane e quando possibile con l’aggiunta di una bella piscina!

 

 

Le ville extraurbane e quelle in aperta campagna riproducevano sostanzialmente lo stesso schema della domus urbana, con alcune piccole differenze, come per esempio l’aggiunta di ambienti ed attrezzature per lo svolgimento dei lavori agricoli. E alcune potevano essere anche lussuosissime come per esempio quelle imperiali di Livia a Prima Porta o l’impressionante Villa Adriana a Tivoli

 

 

Altra abitazione caratteristica nell’Antica Roma era poi l’insula, corrispondente in linea generale al nostro condominio. Una serie di appartamenti disposti su più piani, in cui solitamente vivevano il proprietario e gli affittuari.

 

Abitazioni romane_insula

 

Spesso al piano terreno, con affaccio su strada, vi erano i locali commerciali, come botteghe e locande. Ampie parti (solai, sopraelevazioni, ballatoi, ecc.) erano costruite in legno e spesso le nuove costruzioni si appoggiavano ai muri perimetrali di quelle precedenti, rendendo mano a mano sempre meno agevole il passaggio all’interno. Numerosi erano inoltre gli incendi che scoppiavano in questi caseggiati, dato che il fuoco veniva utilizzato per cucinare, illuminare e riscaldare e le abitazioni erano in larga parte in legno! Per poter entrare in una vera e propria abitazione dell’Antica Roma vi aspettiamo alla nostra visita guidata alle Case Romane del Celio: assolutamente da non perdere!

 

 

 

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