La storia della festa

Incredibile a dirsi, ma la festa della Befana è antichissima! La Befana infatti è una figura della tradizione italiana legata alla festa Cristiana dell’Epifania (dal greco “rivelazione”); lo stesso nome Befana deriva proprio dalla parola Epifania da cui deriva attraverso la corruzione in “Befania” (la festa dell’Epifania inoltre era anche detta, un tempo, “Pasqua Befania” – il termine Pasqua un tempo era infatti utilizzato come sinonimo di festa o ricorrenza religiosa). L’Epifania è la festa che nella Chiesa Cattolica (come anche in altre chiese cristiane) celebra la prima manifestazione della Divinità di Cristo, avvenuta tramite la visita dei Re Magi e celebrata appunto il 6 gennaio. Ed è proprio in questa data, ogni anno, che i bambini aspettano trepidanti la vecchina dispensatrice di leccornie, lasciate dentro una calzetta e a volte accompagnate da un bel pezzo di carbone, per fortuna sempre dolce! 

Anche se si tratta di una festa prettamente italiana, possiamo però trovare molte similitudini in altri paesi del mondo: la figura della Befana infatti affonda le proprie radici in tradizioni ancestrali, legate ad usi celtici e delle primissime civiltà mediterranee. Il periodo di inizio gennaio era infatti un periodo di festa perché cambiava il ciclo del raccolto, e la Befana, che “tutte le feste si porta via” nella tradizione attuale, aveva una funzione simile anche in quelle di una volta.

L’immagine della Befana inoltre, ritratta come un’anziana donna vestita di stracci a cavallo di una scopa, è assimilabile a quelle di Berchta, Perchta, Holda e Frigg, figure femminili che raffiguravano l’arrivo dell’inverno e, con esso, la sospensione delle attività agricole; tutte figure che hanno origine nell’arco Alpino e nell’Europa settentrionale.

 

Frau Holle, o Holda, figura della tradizione tedesca affine alla Befana

 

La figura della Befana venne poi successivamente accolta dal Cattolicesimo con il passare del tempo, comparendo con regolarità il giorno della festa dell’Epifania parallelamente alle celebrazioni religiose. Nel 1928, il regime fascista usò la figura della Befana per l’istituzione della cosiddetta “Befana Fascista”, una festa in cui si distribuivano doni ai bambini delle famiglie meno abbienti.

 

 

 

Come si festeggiava la Befana a Roma?

La festa della Befana è popolare in tutta la penisola, ma lo è in modo particolare nel centro-sud, compresa Roma, dove è particolarmente radicata fin da tempi antichi. A Roma è una delle feste folcloristiche forse più diffuse e sentite dai cittadini, tradizione che ha avuto la sua crescita verosimilmente nel XIX secolo. In città infatti, tutta la zona intorno a piazza Sant’Eustachio si riempiva di gente intenta ad aspettare l’arrivo della dolce vecchina e a comprare ogni tipo di cianfrusaglia nei numerosi negozi e botteghe che tenevano appositamente aperti i propri battenti, così come nei banchi dei numerosi rigattieri che popolavano l’intera zona. Il tutto era rallegrato da suoni e canti che andavano avanti per tutto il giorno, mentre i pupazzari esponevano befane così vere e brutte, che facevano gelare il sangue ai bambini dallo spavento!

 

La festa della Befana fra piazza dei Caprettari e Sant’Eustacchio

 

 

La festa si è svolta in questa piazza fino al 1872, anno in cui si è spostata nella vicina piazza Navona, ancora oggi solitamente sede dei festeggiamenti. Oltre alla festa di Sant’Eustachio, nel XIX secolo in occasione dell’Epifania era portata in processione per tutta Roma la statua di Gesù Bambino nota come “Er Pupo dell’Ara Coeli“, perché si trovava nella Chiesa di Santa Maria in Ara Coeli fino a che nel 1994 non è stato rubato (ed al momento mai ritrovato!).

 

 

 

 

La Befana e il ciclo della terra e della vita

Ma quando ancora le tradizioni contadine erano ben radicate nel nostro Paese, la notte tra il 5 e il 6 Gennaio e la figura della Befana si caricavano di significati più profondi, legati al ciclo della terra e della vita in generale. Era usanza infatti allestire un grande falò dove bruciare un fantoccio a forma di “vecchia”, chiamato anche “strega”: con lei bruciava il vecchio anno e più in generale si illuminava con la calda fiamma la nera notte invernale, simbolo di una prossima Primavera, carica di fertilità per i campi, per gli animali e per gli uomini. Non è un caso che questa ricorrenza sia festeggiata pochi giorni dopo il Natale e il Capodanno, a fine Dicembre e cioè in concomitanza con il Solstizio invernale, momento in cui la luce diurna piano piano torna ad essere maggiore delle tenebre della notte!

 

Una donna vestita da Befana intrattiene alcuni bambini a Roma – incisione ottocentesca (B.Pinelli)

 

 

 

La Befana e i doni

Sempre in anni meno recenti inoltre alla Befana era affidato il compito di portare i doni (non solo dolci): compito che dal secondo dopoguerra, per influenza della cultura americana, spetta invece oggi a Babbo Natale. Ecco quindi che la forte assonanza tra la Befana portatrice di doni e la festa cristiana dell’Epifania, in cui Gesù si rivela ai Re Magi (anch’essi portatori di doni), viene meno, ricordata solo dalla calzetta piena di dolci, calata dal camino. E come ci ricordano vari autori romaneschi, tra cui Zanazzo e il Belli, la Befana portava sì la calza con tanti dolci (che all’epoca era per lo più frutta secca), ma anche piena di cenere e carbone per i giorni in cui si era fatto i monelli! Altra antica usanza era regalare tizzoni di carbone ardente a simboleggiare il fuoco latente e celato, pronto a rivivere acceso dal nuovo Sole primaverile.

Ber vede è da per tutto sti fonghetti
sti mammocci, sti furbi sciumachelli,
fra ‘na battajjeria de ggiucarelli
zompettà come spiriti folletti!

Arlecchini, trommette, pulcinelli,
cavallucci, ssediole, sciufoletti,
carrettini, cuccù, schioppi, coccetti,
sciabbole, bbarrettoni, tammurelli…

Questo porta la cotta a la sottana,
quello è vvistito in camiscio e ppianeta,
e cquel ‘antro e uffizial de la bbefana.

E intanto, o pprete, o cchirico, o uffizziale,
la robba dorce je tira le deta:
e mmamma strilla che ffinisce male.

G.G. Belli, “La matina de Pasqua BBafania”, I Sonetti

 

 

La Befana come donna anziana e non proprio bellina…

Altra caratteristica tipica della Befana è il suo aspetto da donna anziana molto brutta, che con la sua bizzarra scopa riesce a volare nel cielo per raggiungere le case di tutti i bambini. Si è ormai concordi nel ritenere che tale iconografia sia nata dalla fusione di varie tradizioni molto antiche, come quella legata alla dea Diana, nella sua dimensione di Grande Madre dispensatrice di fertilità e quelle relative alle streghe, spesso associate a donne più o meno anziane dedite ad arti magiche e sortilegi!

 

Che altro dire? Buona Befana a tutti!

 

 

 

 

  1. gennaio 6, 2021

    Mi piace molto!

    • gennaio 7, 2021

      Grazie mille! Siamo molto contenti!

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