Nella splendida cornice delle più imponenti terme dell’antichità, è possibile scorgere un luogo insolito e nascosto, opera di Michelangelo Buonarroti

 

La storia della costruzione del Convento

Si tratta dell’ex Convento dei Certosini, situato alle spalle della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, progettato nel Cinquecento dal maestro alla fine della sua vita e costruito da uno dei suoi più importanti allievi, Jacopo del Duca. I lavori iniziarono intorno al 1565 per volere di papa Pio IV, un anno dopo la morte del grande artista, e portarono alla realizzazione di una delle più grandi e importanti certose del tempo. Fu costruita sfruttando in parte le fondamenta e i resti dell’impianto termale, realizzato per volere dell’imperatore Diocleziano tra il 298 e il 306 d.C., in un’area – oggi di fronte alla Stazione Termini – al tempo densamente popolata. Al tempo di Michelangelo invece questa zona era quasi del tutto spopolata e dunque un luogo silenzioso e ameno, ideale per la comunità dei certosini, dediti alla contemplazione e alla vita di clausura.

 

 

 

I due chiostri del Convento

Il convento segue lo schema tipico delle certose, sviluppandosi su due chiostri distinti: uno detto chiostro grande, dove si aprono tutt’intorno su due livelli le celle dei padri; l’altro detto chiostro piccolo, adibito a scopo di servizio e frequentato in passato dai fratelli conversi. Questa suddivisione rispecchia la dualità su cui si basa l’ordine fondato da San Bruno nel 1091: da un lato i padri, dediti alla vita di preghiera e contemplazione, fatta di silenzio, solitudine e studio mentre dall’altro ci sono i fratelli conversi che si occupano della gestione materiale del convento, che un tempo doveva essere il più possibile autosufficiente. La madre di tutte le certose la Grande Chartreuse in Francia, fu dunque il modello di ispirazione anche del convento romano, che però dovette adattarsi anche alle preesistenze su cui sorgeva.

 

Il Chiostro Piccolo

Ancora oggi, grazie alla musealizzazione di tutta l’area archeologica, è possibile facilmente vedere come ad esempio il chiostro piccolo, dotato anche di un bel pozzo centrale in travertino, sia sorto sfruttando la grande natatio di epoca romana, la piscina all’aperto cioè che concludeva idealmente il ciclo idroterapico del calidariumtepidariumfrigidarium, su cui si impostò invece la basilica adiacente. 

 

 

 

Il Chiostro Grande

Il chiostro grande, che oggi ospita parte della collezione epigrafica del museo, è uno dei più riusciti esempi di armonia architettonica rinascimentale, resa ancora più evidente dall’uso del colore chiaro, dalla sequenza ritmica e simmetrica delle arcate che ripartiscono il quadriportico e dalla presenza di viali convergenti verso il centro, dove una fontana zampillante è semi nascosta da 8 imponenti teste di animali (alcune delle quali ornavano in epoca romana la zona del Foro di Traiano) che si stagliano tra la ricca vegetazione che oggi fa da sfondo a tutta la parte centrale del chiostro. Era proprio qui che i certosini, durante il loro “spaziamento” e cioè il momento di meditazione e confronto con i confratelli, amavano passeggiare e pregare, immersi in un’atmosfera di assoluta pace, che ancora oggi, nonostante la città sia cresciuta irrefrenabilmente tutta intorno, è ancora possibile godere. 

 

 

 

La nascita del Museo Nazionale Romano

Dopo l’Unità d’Italia l’ordine perdette la proprietà e la certosa venne modificata ed adattata per contenere il primo grande museo nazionale romano, dove ancora oggi sono conservati alcuni dei resti archeologici più importanti non solo della città di Roma ma di un vasto territorio circostante, provenienti per lo più da scavi recenti. Nell’itinerario di visita dunque è possibile percorrere i diversi strati di cui è composto questo angolo di città, in un vero e proprio viaggio nei secoli: si passa così dagli imponenti resti delle terme, testimoni della gloriosa civiltà romana, al convento certosino, gioiello dell’architettura rinascimentale, fino all’epoca moderna. Vieni a visitare il convento dei certosini insieme a noi!

 

 

  1. ottobre 7, 2019

    Visto bellissimo

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