Sarcofago degli Sposi - Villa Giulia

 

 

La storia di Villa Giulia

Andare alla scoperta degli etruschi a Roma, vuol dire prima di tutto gustare tutto l’incanto della sede museale di Villa Giulia, splendido esempio di villa rinascimentale. L’edificio infatti venne realizzato su richiesta di papa Giulio III del Monte, tra 1550 e 1555, da importanti architetti e artisti, tra i quali meritano particolare menzione Bartolomeo Ammannati, Giorgio Vasari, Michelangelo e Taddeo Zuccari. Non poteva quindi che divenire un immenso capolavoro! Tra giardini e cortili, stupiranno per la loro raffinatezza l’imponente emiciclo decorato con delicati interventi pittorici ispirati alle grottesche della Domus Aurea e il sofisticato ninfeo, assai amato dal pontefice che qui adorava pranzare al fresco sfuggendo alla calura estiva!

 

 

La nascita del Museo Etrusco di Villa Giulia

E’ questa cornice così suggestiva che nel 1889 fu scelta come sede del Museo Nazionale Etrusco ed è qui che sono stati accolti ed esposti alcuni dei più grandi capolavori dell’antica civiltà italica preromana. Appositamente per la sua inaugurazione, venne realizzata la riproduzione a grandezza naturale di un tempio etrusco-italico databile al III-II secolo a.C. ancora oggi posto al centro dei giardini della villa.

 

Il Sarcofago degli Sposi: simbolo del museo

Opera simbolo del museo è lo straordinario Sarcofago degli Sposi, un capolavoro artistico noto e conosciuto ormai in tutto il mondo. Scoperto nel 1881 nella necropoli della Banditaccia di Cerveteri, è interamente realizzato in argilla cotta. Rappresenta una coppia di sposi teneramente abbracciati, cogliendo così con raffinata dolcezza, uno dei momenti più belli della quotidianità che si voleva protrarre dopo la morte.

 

Sarcofago degli Sposi - Villa Giulia

 

 

I capolavori del Museo Etrusco

Un centro etrusco particolarmente importante fu poi l’antica Pyrgi, oggi Santa Severa. E nel museo molti sono i capolavori esposti che provengono proprio da questo illustre centro etrusco. Per imponenza spicca la grande facciata del Tempio A in terracotta dipinta con scene che narrano il violento mito dei “Sette contro Tebe”; per raffinatezza colpisce la testa di Leucotea, realizzata in terracotta dipinta che conserva ancora tracce dei suoi bellissimi colori originari: il bianco della pelle, il nero delle pupille e il rosso dei capelli; per interesse storico, stupiscono le tre lamine d’oro datate al VI secolo a.C. e per questo considerate la più antica fonte storica diretta dell’Italia preromana: i testi incisi sulle lamine ricordano infatti lingue ormai morte (etrusco e fenicio) attestando la stretta alleanza che legava Etruschi e Cartaginesi. Merita una particolare menzione anche la statua di Apollo in terracotta rinvenuta a Veio e giunta praticamente intatta fino ai nostri giorni, con ancora ben presente la sua ricca policromia.

 

 

Insomma è forse possibile non partecipare alla nostra visita guidata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia per andare alla scoperta delle meraviglie etrusche? Certo che no! Vi aspettiamo.

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