La storia del palazzo: dal Cardinale Riario a Cristina di Svezia

Nel cuore di Trastevere, proprio di fronte a Villa Farnesina e su via della Lungara, nel 1511 il cardinale Raffaele Riario, nipote di papa Sisto IV della Rovere, fece edificare la propria dimora. Il palazzo originario fu però modificato tra il 1659 e il 1689, quando fu scelto come personale residenza della regina Cristina di Svezia, trasferitasi a Roma nel 1655 dopo essersi convertita al cattolicesimo: di questa fase della storia del palazzo si conserva traccia nell’Alcova della Regina. 

 

 

La regina, donna di grande cultura e amante delle arti, decise inoltre di ospitare nel palazzo il circolo intellettuale da lei istituito e face appositamente modificare gli interni per ospitare la collezione di statue a pianterreno e la quadreria al piano nobile.  

 

I Corsini a palazzo

La proprietà del palazzo passò poi ai Corsini nel 1736, dopo l’elezione al soglio pontificio di Lorenzo, divenuto papa con il nome di Clemente XII. La ricca famiglia fiorentina aveva bisogno di una residenza a Roma che fosse adatta al nuovo status pontificale e incaricò l’architetto Ferdinando Fuga di ristrutturare le parti esistenti del palazzo e di ampliarlo con nuove strutture. I Corsini rimasero proprietari del palazzo fino al 1883, quando il principe Tommaso decise di vendere la proprietà e di donare l’intera collezione al Regno d’Italia, contribuendo così alla nascita della prima Galleria Nazionale Italiana.

 

Le opere d’arte custodite a Galleria Corsini

Visitare Galleria Corsini vuol dire non solo ammirare dal vivo immensi capolavori, ma anche assaporare tutto il gusto dell’atmosfera antica, poiché è l’unica quadreria settecentesca romana ad essere ancora oggi pressoché inalterata!

 

 

Tra i capolavori custoditi al suo interno è possibile ammirare il Trittico (Ascensione, Giudizio Universale, Pentecoste) del Beato Angelico, il San Giovanni Battista del Caravaggio, Salomè con la testa del Battista di Guido Reni, il San Sebastiano curato dagli angeli di Pieter Paul Rubens e ancora il Battesimo di Cristo di Alessandro Algardi. Partecipa alla nostra visita guidata a Galleria Corsini per gustare tutta questa meraviglia! Una collezione quindi ricca e varia che si è formata nel corso dei secoli grazie al contributo dei vari componenti della famiglia, unendo al nucleo più antico messo insieme a Firenze dal marchese Bartolomeo nel Seicento, quello di proprietà del ramo romano dei Corsini, convogliati poi nel palazzo alla Lungara per volere di papa Clemente XII.

 

 

La storia delle collezioni

Dopo la vendita del palazzo e della collezione al Regno d’Italia nel 1883, la raccolta originaria si arricchì con l’acquisizione del fondo Torlonia, in previsione dell’apertura della prima Galleria Nazionale Italiana, ospitata in palazzo Corsini dal 1893. Negli anni immediatamente successivi alla nascita della Galleria Nazionale, lo Stato Italiano vi destinò, tra le altre, le collezioni Chigi, Monte di Pietà, Hertz, acquisite al fine di ampliare l’orizzonte storico della raccolta. Ma gli spazi di Palazzo Corsini divennero ben presto insufficienti e per questo motivo nel 1949 lo Stato acquistò palazzo Barberini, per trasferirvi in blocco le opere della Galleria Nazionale, riaperta nella nuova sede nel 1953. Lo svuotamento della Galleria Corsini durò circa 30 anni. Nel 1984 si decise però di ripristinare la raccolta Corsini nel palazzo di appartenenza, lasciando a palazzo Barberini soltanto i gruppi di opere che erano state aggiunte dopo la donazione del 1883. 

 

 

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