Dopo tanti uomini era anche ora che toccasse ad una donna! Sono Artemisia Gentileschi figlia del pittore Orazio, nata nell’estate del 1593 a Roma, prima di sei fratelli. Persi mia madre che ero poco più di una bambina, così diventai io la “donna di casa”, ma non solo.

Mio padre, che ho sempre adorato, mi insegnò da subito a preparare i materiali per la realizzazione dei dipinti: la macinazione dei colori, il confezionamento dei pennelli, la preparazione delle tele… E infine cominciai a dipingere anche io.

 

 

 

E infine cominciai a dipingere anche io

Ovviamente all’inizio copiavo opere famose o quelle di mio padre, che in quel periodo si era particolarmente legato ad un artista molto bizzarro di nome Caravaggio, il cui modo di dipingere mi affascinò sin da subito. La mia prima opera da vera artista fu però una tela dove dipinsi, a soli 17 anni, una scena tratta dalla Bibbia: Susanna e i Vecchioni, dove si vede una fanciulla che cerca di scappare da due vecchi che vogliono importunarla. Non immaginavo che di lì a breve anche io avrei vissuto qualcosa di così doloroso…

 

 

 

Non immaginavo che di lì a breve anche io avrei vissuto qualcosa di così doloroso

A 18 anni, per volere di mio padre, iniziai a frequentare la bottega di un suo caro amico, artista molto capace, ma uomo malvagio e violento, Agostino Tassi, che innamoratosi di me, cercò in tutti i modi di conquistarmi. Io però non lo ricambiavo e sempre con educazione cercai di fargli capire che doveva lasciarmi in pace. Purtroppo però un giorno, mentre eravamo a lavorare in casa mia senza mio padre, lui si approfittò di me, facendomi molto male.

Sapete, al mio tempo, le donne non erano considerate allo stesso livello degli uomini, non erano libere di scegliere la loro vita e la legge non le trattava allo stesso modo. Molte donne che subivano violenza non potevano dirlo a nessuno, perché non sarebbero mai state credute. Ma io non ci stavo! Sono sempre stata indipendente, forte e coraggiosa e volevo fargliela pagare a quel bruto di Agostino!!! Fu terribile, mesi e mesi di processi, dove la persone cattive mi trattavano come una poco di buono, dando fiducia a quell’uomo tremendo.

 

Alla fine, sebbene Agostino sia stato condannato, non finì in carcere. Allora decisi di trasferirmi lontano da Roma, nella bella Firenze – insieme a mio marito, che da poco avevo sposato – per cercare di dimenticare la brutta vicenda e farmi un nome come pittrice. Furono anni meravigliosi, dove lavorai incessantemente e conobbi tantissime persone tra cui lo scienziato Galileo Galilei in persona e il nipote del grande Michelangelo!

Nel mentre ebbi anche quattro figli e cominciai a viaggiare per l’Italia, ma anche in Inghilterra. La mia specialità erano i quadri raffiguranti le eroine della Bibbia: è vero, a volte la mia pittura era un po’ violenta, con teste mozzate, uccisioni, sangue… Ma a me piaceva così! 

Nella pittura riuscivo ad esprimere me stessa, quello che provavo ed ero veramente libera! Sapete, fui la prima donna ad essere ammessa ad un’accademia di disegno a Firenze… Eh già perché, come vi dicevo prima, le donne non potevano fare tutto quello che volevano e anche lo studio non era un loro diritto.

 

 

 

Sono sicura che il mio coraggio e il mio esempio furono – e sono tutt’ora – di ispirazione per molte persone, perché volere è potere!

Ritratto di donna

Alla mia morte, avvenuta a Napoli quando avevo 63 anni, avevo gli affetti dei miei cari e questo mi bastò.

Nonostante tutto la mia vita fu bella, diversa da quella di molte altre donne e sono sicura che il mio coraggio e il mio esempio furono – e sono tutt’ora – di ispirazione per molte persone, perché volere è potere!

 

 

 

 

 

 

 

  1. giugno 14, 2020

    Io vidi il film “Artemisia” più di vent’anni fa, lo ricordo bene perchè fu splendido, nonostante la terribile e tristissima vicenda. Il suo coraggio deve valere sempre, anche ai giorni nostri. Artemisia è indimenticabile. Ivana

  2. giugno 14, 2020

    Io vidi il film “Artemisia” più di vent’anni fa, lo ricordo perchè fu splendido nonostante la terribile e tristissima vicenda. Il coraggio di Artemisia dev’essere di esempio anche ai giorni nostri. Ivana

    • giugno 15, 2020

      Gentile Ivana, grazie per la condivisione!

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